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Ora qualche considerazione utile di carattere generale, non solo nei brevetti, ma in ogni uscita in bici. Sarà la "scoperta dell'acqua calda", però vista la situazione del traffico italiano....

1) NON FORMATE MAI gruppi numerosi. A parte l'aumento di rischio, il Codice della Strada lo proibisce, senza per altro, mi pare, specificare il numero massimo di ciclisti, come in certi Codici stranieri. Quindi, in caso di malaugurato incidente, potremmo vederci addossata una parte di colpa: oltre al danno, la beffa........

2) ATTENTI, ATTENTI, ATTENTI e per favore ancora ATTENTI A "DARVI IL CAMBIO", specie se state tirando "a tutta": lo spazio di equilibrio di un ciclista è calcolato in un metro, aggiungete un altro metro per il ciclista che si sta affiancando, aggiungete almeno 50 centimetri (si spera..) di "aria" tra il secondo ciclista e un'auto che vi sta superando, e vedete che abbiamo almeno 2,50 metri: il veicolo in sorpasso deve andare ad occupare una bella fetta dell'altra carreggiata. Se in direzione opposta arriva un altro mezzo....... Ricordatevi che, almeno in Italia, sono pochi gli automobilisti che hanno la pazienza di aspettare dietro ai ciclisti e di superarli solo a carreggiata opposta libera. In genere, come ben sapete, ci superano comunque e dovunque, quindi attenti nei cambi e a non viaggiare in doppia (o terza) fila....

3) Ricordatevi anche, sempre, che l'automobilista medio italiano, anche quando è civile e prudente, non è mentalmente e tecnicamente preparato alla presenza dei ciclisti sulla strada: ne ignora i comportamenti e le problematiche. Comportiamoci quindi di conseguenza, facilitando loro il compito, perchè, anche quando abbiamo ragione, le auto sono sempre più grandi, veloci e pesanti di noi.

4) Non tutti gli automobilisti sono "cattivi", così come non tutti i ciclisti sono "buoni" per definizione. Specie nei giorni lavorativi, durante le nostre uscite, pensiamo che noi siamo fuori per divertimento, mentre molti degli automobilisti che incontriamo stanno o andando o tornando dal lavoro. Se li agevoliamo, credo che sia tutto a nostro vantaggio.

5) Visto che i Brevetti (o le uscite con gli amici) non sono gare agonistiche, in molti casi alcuni km/h in meno di velocità ci permetteranno un controllo più sicuro dei nostri mezzi, una gestione più tranquilla del nostro gruppetto e un esame più attento delle condizioni del traffico.

6) State sempre all'erta, anche sulla stradina più tranquilla e isolata può materializzarsi un pazzo incosciente a tutta velocità .....e le strade più tranquille di solito sono le più strette...Ricordatevi anche che il maggior numero di incidenti avviene nei centri abitati: massima attenzione anche se c'è solo un paio di case.....

Concludo con un duplice invito:
- gli organizzatori (come penso abbiano sempre cercato di fare) facciano "sentire" ai randonneurs la loro disponibilità umana, al di là degli obblighi di regolamento
- i randonneurs, a loro volta, accettino sempre con gioiosa sorpresa tutto ció che, appunto, dai regolamenti non è previsto, senza MAI abituarsi a considerarlo un diritto acquisito.
Ed ora, cari amici, pedaliamo in serenità, amicizia ed allegria (almeno fino a quando la fatica ci permette ancora di sorridere....)

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