Sabato 18 luglio 2020

UISP Lugo, Lugo
Raduno annullato!

Domenica 19 luglio 2020

ASD Solarolese, Solarolo
Raduno annullato!

Domenica 19 luglio 2020

GF Pinarello
8a prova del circuito Prestigio
GF annullata!

DALL’ALBUM DEI RICORDI
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Ciclostorica 2018

VIGNETTA
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Oggetto: BICI ELETTRICHE TRUCCATE

Considerazioni del socio Minguzzi Gilberto relative all’articolo di Quattroruote pubblicato nella comunicazione del 5 luglio scorso,

Ciao,
ho letto, nella tua comunicazione del 5 luglio, l’articolo, ripreso da Quattroruote, che hai pubblicato, dedicato alle bici elettriche “truccate”.
L’articolo mette tutte le categorie di bici elettriche nello stesso calderone, perorando le ragioni dell’illegalità del superamento del limite, attualmente fissato dal codice della strada, dei 25 km di velocità max.
C’è però, a mio parere, un’incongruenza nell’articolo, che mette assieme city bike, MTB e bici da corsa a pedalata assistita.
Mi riferisco al fatto che le bici da corsa classiche e muscolari non hanno alcun limite di velocità massima ed è normale che un cicloturista mediamente allenato, viaggi a 33/35 km di velocità di crociera su percorsi di pianura e magari percorra anche tratti in discesa con velocità decisamente superiori.
La bici da corsa con pedalata assistita sono nate per permettere ai cicloturisti che, per varie sopraggiunte limitazioni fisiche, non sarebbero più in grado di tenere il passo con i compagni di squadra, di conservare le proprie amicizie e appartenenze di squadra.
Imporre a persone svantaggiate la limitazione dei 25 km massimi per e-bike dotate degli stessi requisiti di affidabilità e sicurezza di una qualsiasi bici da corsa muscolare, mi sembra inutilmente penalizzante e discriminatorio, perciò più che insistere sulla illegalità del superamento del limite di velocità, credo opportuno intervenire diversamente sulla omologazione delle e-bike da corsa a pedalata assistita, che non dovrebbero avere limitazioni aggiuntive rispetto alle classiche bici da corsa muscolari.
Rovesciando l’impostazione discriminatoria dell’attuale formulazione del codice della strada si agevolerebbe la diffusione della opportuna copertura assicurativa, che potrebbe o dovrebbe diventare d’obbligo.
Altrettanto si potrebbe deliberare per l’utilizzo del normale casco per ciclismo da strada, che l’articolista giudica non in uso, confondendo city bike elettriche con bici da corsa, elettriche e non, per le quali il casco è ormai normale dotazione, addirittura d’obbligo per la partecipazione alle Gran Fondo.
Altra cosa è la questione delle city bike elettriche: queste debbono fare i conti con problemi di sicurezza stradale dettati dalla convivenza stradale con tutti gli altri tipi di veicoli (oggi anche monopattini, monocicli, segway, self balncing scooter, ecc) e con i pedoni. Qui la limitazione di velocità massima andrebbe da sé, vista la mancanza o l’inadeguatezza persistente di percorsi riservati alle biciclette e sarebbe opportuno introdurre l’obbligo del casco e della copertura assicurativa.
Il tutto comunque dovrebbe essere inquadrato in un adeguamento agli standard europei del codice della strada, evitando che l’atteso superamento del concetto imperante della strada come ambito a misura di automobile, si traduca in un far west di nuovi mezzi di mobilità elettrica, con penalità proprio per le sole ebike da corsa.

Oggetto: SOCI BARACCA 2020

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